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ANDREA RUBENNI

Zona MYSP, intervista a Andrea Rubenni dopo la finale:

Dopo la finale dei play-off Juniores Élite, terminata per 0-3 in favore della Vigor Perconti (trovate qui la cronaca della partita con tanto di highlights), abbiamo intervistato l’allenatore della Romulea Andrea Rubenni. Nonostante la sconfitta, le sue parole erano piene di orgoglio, sia per il percorso fatto, sia nei confronti dei ragazzi. Di seguito le dichiarazioni:

La sensazione che abbiamo avuto dalla tribuna è che, nel primo tempo soprattutto, sia mancata qualche scintilla. Pensa che sia corretto o è solo una nostra impressione?

Nei primi 20 minuti è stata una partita molto equilibrata e preparata bene da tutte e due le parti, un episodio ha portato poi la Vigor a segnare. Anche noi abbiamo avuto problemi, specialmente in questo periodo. Abbiamo concluso la partita con in campo tre 2005. Senza il nostro attaccante ovviamente alcune situazioni venivano sviluppate diversamente, però non credo che sia mancata la scintilla, piuttosto un po’ di esperienza. Comunque ci può stare, soprattutto quando si decide di fare un campionato con tutti 2004 e qualche 2003. Si tratta però di un lavoro che per me è fondamentale all’interno di una società, perché si lavora sul biennio e sui giovani. Dalle semifinali siamo stati l’unica squadra ad avere in campo 2004 e 2003, senza 2002 né fuori quota.

Purtroppo poi gli altri due gol ce li siamo fatti da soli: subirne uno ci può stare, però abbiamo concesso gli altri due episodi che hanno compresso l’intera partita. Sull’azione da rigore si poteva temporeggiare, l’altro gol è stato un infortunio, alla fine l’unico effettivamente preso è stato il primo. Cose così però ci possono stare, soprattutto quando giochi contro una squadra come la Vigor Perconti, che ha un valore che è sotto gli occhi di tutti. Ci tengo però a ringraziare questo gruppo fantastico, che ha tenuto botta fino alla fine: in semifinale perdiamo un altro centrocampista per noi fondamentale a causa di un infortunio alla caviglia. Questi sono tanti piccoli tasselli che, tolti in una rosa, fanno la differenza. Però c’è da fare un plauso a questo gruppo che, nonostante tutte le difficoltà, tra girone di ritorno e finali, ha tenuto testa. Arrivare in finale non è mai scontato.

C’è qualcosa che l’ha colpita in particolare durante la stagione proprio sul gruppo che ha creato?

Per me è un gruppo fantastico, che nelle difficoltà si è unito e così anche i 2005 che si sono aggiunti a noi. Io un po’ di tempo fa avevo parlato di famiglia e non era una casualità, c’è un ambiente diverso da noi alla Romulea, un ambiente familiare e con un senso di appartenenza. Questo grazie al Direttore, al Presidente e a tutte le persone che varcano la soglia del centro sportivo.