L’attaccante classe 1990 disputerà anche la prossima Eccellenza con la maglia della Luiss: “Contentissimo di aver sposato questo progetto”

Eccellenza Luiss
Ettore Mendicino, attaccante della Luiss. © As Luiss Calcio

La Luiss potrà contare anche quest’anno sull’esperienza di Ettore Mendicino per affrontare il campionato di Eccellenza che sta per cominciare. L’attaccante classe 1990, cresciuto nelle giovanili della Lazio e con una lunga carriera in giro per l’Italia fra Serie B, C e D, ha rilasciato una lunga intervista ai media ufficiali della società universitaria.

Di seguito il comunicato del club e le parole del diretto interessato.
“Abbiamo avuto il privilegio di intervistare Ettore Mendicino, nostro giocatore d’esperienza e uomo spogliatoio.
Con Ettore abbiamo parlato del progetto dualcareer e di come sia andato il suo primo anno tra campo e master alla Luiss Business School.
Ecco, nel dettaglio che cosa ci siamo detti:

Arrivato al secondo anno nell’As Luiss, ti senti parte di una famiglia?
‘Assolutamente sì. Avendo vissuto sia la realtà del calcio professionistico e vedendo quello che è il progetto della Luiss, sono contentissimo di averlo sposato. Non solo per questo tipo di progetto, ma l’Associazione sportiva della Luiss in generale sta dimostrando delle grandi cose e quindi per me è sicuramente un motivo di orgoglio far parte di questo tipo di progetto e provare a raggiungere degli ottimi risultati, così come è stato fatto anche nel basket quest’anno‘.

Che cosa ti ha spinto a scegliere proprio il progetto dual career?
‘Io vengo da una carriera sportiva e arrivi a un certo punto dove la carriera sportiva finisce e quindi hai la necessità di costruirti un percorso alternativo che possa garantirti una direzione per altri 15-20 anni di carriera. Nel calcio si tende a rimanere nell’ambiente di riferimento, diventando allenatori o direttori sportivi. La Luiss mi ha permesso invece, attraverso il suo progetto, non solo di continuare a giocare, e andare verso la parte finale della mia carriera in maniera più dolce, ma allo stesso tempo, attraverso il master mi accompagna a quella che sarà la mia futura carriera. Aumentando quella che era la mia formazione e farmi trovare pronto, tra un paio d’anni‘.

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Come riesci a bilanciare calcio e studio?
‘Non è stato affatto facile. Ad esempio, per l’età, ho quasi 34 anni e rimettersi a studiare è complicato. Avevo già una laurea presa a 26 anni, ma telematica. Il master è diverso, richiede impegno e sacrificio perché le lezioni sono sempre in presenza e vanno incastrate con gli allenamenti. Ci sono tantissimi lavori a progetto, oltre a questo stiamo portando avanti dei progetti personali insieme ad altri ragazzi conosciuti all’interno dell’ateneo e non è facile, però anche questo dà possibilità di sviluppare capacità organizzative importanti che possono ritornarti utili nel mondo lavorativo. Sono riuscito a sviluppare dei nuovi progetti anche parallelamente al master e allo stesso tempo a concludere con dei buoni risultati‘.

Come vedi la squadra in vista della prossima stagione? La vedi rinforzata e con del buon potenziale?
‘Ci sono ancora miglioramenti da fare, ma come sempre in tutte le cose. Però la vedo molto bene, possiamo fare grandi cose. Lo scorso anno è stato un peccato, la squadra c’era e lo ha dimostrato con la finale di Coppa Italia e fino a Febbraio Marzo era al secondo posto, poi purtroppo c’è stato un calo, che potrebbe essere stato fisiologico. Sarà un’ottima squadra quella di quest’anno ma ancora dobbiamo conoscerci realmente. Partiamo sicuramente da una buona base. È chiaro che il nostro è un modello, un po’ particolare, che va ad incastrare le necessità di tanti ragazzi giovani.
La AS Luiss ha un ruolo di rilievo all’interno del campionato, negli ultimi anni è ormai diventata una realtà‘.

Quali sono i tuoi obiettivi a livello sia personale che di squadra per la prossima stagione?
‘Come obiettivi personali sono quelli di dare una mano alla squadra il più possibile, come ho fatto l’anno scorso. Purtroppo, non ho giocato tantissimo perché ho avuto due infortuni pesanti, ma quando sono entrato in campo ho sempre dato il massimo. Ho giocato anche in altri ruoli pur di aiutare la squadra e far sentire la mia esperienza, facendo anche capire ai ragazzi che magari non diventeranno mai dei dei top player, ma il calcio può dare loro tante cose che possono ritrovarsi nella vita professionale. Ad esempio il calcio può portare loro tanto anche dal punto di vista di rapporti di networking. Io mi sento spesso con ex compagni e con alcuni facciamo anche progetti professionali insieme. Il mio obiettivo è cercare di dare una mano e dare l’esempio’.

Consiglieresti un tuo ex compagno, anche professionista di di intraprendere questo percorso?
‘Bellissima domanda. Ti rispondo di sì, lo faccio quotidianamente. Il calcio italiano vive un momento difficile, nel senso che c’è una spaccatura enorme tra serie A e serie B che sono ancora campionati che riescono a dare qualcosa e purtroppo in serie C c’è un divario enorme, figuriamoci in serie D. Mi rendo conto che ci sono tantissimi ragazzi che fanno fatica perché la competizione è altissima e non ci sono risorse per poter sostenere determinati campionati e poter garantire anche un livello valido di gioco e quindi quello che dico io a tanti ragazzi che so che non è facile, ma ad un certo punto è inutile continuare a sbattere la testa e continuare a ossessionarsi verso un percorso professionistico. Perché magari non può dare loro l’investimento che desiderano, consiglio dunque loro, di mettere la loro capacità calcistica al servizio della loro formazione per crescere anche come persona‘.

Grazie mille Ettore Mendicino“.

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