L’attaccante del Città di Anagni sulla prossima sfida in Eccellenza Lazio: “Dovremo essere bravi a sfruttare i loro punti deboli”

Il Città di Anagni è chiamato all’esame contro il Terracina nella dodicesima giornata del Girone B di Eccellenza Lazio, targata MYSP. Si tratta di uno scontro ad alta quota tra biancorossi e i Tigrotti. La squadra di Fabio Gerli occupa attualmente il quarto posto in classifica, avendo collezionato 20 punti finora. I biancocelesti, invece, sono soli al secondo posto e continuano a puntare all’Unipomezia in vetta. I padroni di casa si presenteranno alla sfida in un buon momento di forma, visti il successo contro il Colleferro e il pareggio sul campo del Certose delle ultime due gare. Di tutto questo ha parlato Gino Flamini, attaccante biancorosso, ai microfoni di MYSP.
Ciao Gino. Vi siete finora resi protagonisti di campionato importante: dopo 11 giornate siete quarti, a un punto dalla terza posizione. Quali sono le tue sensazioni su questo inizio di stagione? Alla luce dei risultati ottenuti, come cambiano gli obiettivi rispetto alle premesse?
“Quest’anno abbiamo revisionato la squadra, mantenendo pezzi importanti ma con una rosa non numerosa come quella della scorsa stagione. Tanti ragazzi sono di zona, alcuni di Roma. Secondo me e la società abbiamo una squadra solida, anche se con pochi “grandi”. Il campionato è partito bene, forse anche sopra le aspettative. Sicuramente la società andrà sul mercato a prendere qualche rinforzo, ma a grandi linee siamo questi e stiamo facendo bene. A questo punto lotteremo per prendere punti sempre e con tutte. Anche con l’Unipomezia, con cui abbiamo perso, abbiamo giocato a viso aperto. Ora il Terracina, lo affronteremo come le altre”.
Il Terracina è una corazzata, con il valore aggiunto di giocatori di esperienza e dal curriculum importante come Carlini e Curiale. Cosa servirà per batterla?
“Il campionato è aperto, per noi come per tutte le squadre. Ogni domenica escono risultati improbabili. Il Terracina non lo sto qui a raccontare, Carlini e Curiale l’anno scorso giocavano in C, hanno presenze in palcoscenici che non c’entrano con la categoria. Ci sono anche esterni di esperienza, velocità e potenza. È un campanello d’allarme a cui bisogna stare attenti. Ce la giocheremo come con tutte, sicuramente anche loro avranno punti deboli e dovremo essere bravi a sfruttarli. Sicuramente bisognerà non concedere ripartenze e sfruttare al meglio i momenti offensivi”.
Quanto conta l’assenza di un giocatore come Ciotoli?
“Tantissimo. Ho un grande rapporto con lui, siamo molto amici. Ha una potenza fisica che in questa categoria fa la differenza: quest’anno ha fatto 8 gol in 10 partite, l’anno scorso 6 in 8. Ce la metteremo tutta a portare punti a casa anche per lui, che si è operato oggi con successo alla mandibola. Sicuramente si sentirà la mancanza, ma abbiamo Cardinali, che ha dimostrato negli anni di saper fare tutte le categorie, Serie D compresa. Ha sempre dato il suo supporto. Dovremo fare una prestazione di squadra, più della gara con il Colleferro”.
Ma con il Colleferro avete vinto.
“Mancava Oduamadi, il loro giocatore principe. Il Terracina viene al completo, con entusiasmo, e secondo me loro sono più forti del Colleferro”.
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Parlando di fattori importanti, questa è anche la stagione del ritorno al Del Bianco.
“Il ritorno è stato fondamentale, ci ha dato una marcia in più. Negli ultimi anni abbiamo girato per campi. Siamo stati a Ferentino, Colleferro, Paliano. Il clima di casa è sempre il clima di casa”.
Vi sentite accolti dalla piazza? Com’è il rapporto con Anagni?
“La piazza di Anagni è importante, ha avuto anche tifi storici. È venuta gente allo stadio, preferirei ne venissero di più. Avere 100-200-300 persone fa la differenza, secondo me. Quando arriva la stanchezza, o in partite importanti come quella di domenica, avere tante persone che cantano aiuta. Anagni è presente, la sentiamo, ma più che per la gente sugli spalti noi giochiamo per il gruppo, per la società”.
C’è coesione?
“La società è molto presente, anche al campo durante gli allenamenti. Ci tiene. Io sono 8 anni che sono qui e ho un bel rapporto. È normale che senta la maglia addosso. Loro sicuramente ci tengono che sia sudata”.
Torniamo al campionato. Visto l’inizio, al giro di boa dove vorresti essere?
“Proveremo a stare più in alto possibile, facendo anche qualche sforzo in più. È chiaro che a dicembre, sperando in qualche arrivo importante, il campionato potrebbe avere un’altra piega. Non dico che si debba pensare a vincere, perché nel Girone ci sono delle armate, ma stare su sarebbe una soddisfazione”.
Com’è il clima nello spogliatoio?
“Serenissimo. Questo è uno dei gruppi migliori che ho avuto qui. Molti di noi hanno già giocato insieme, mentre i giovani sono bravissimi e si sono messi a disposizione: lavorano duro e sono attenti ai consigli che diamo. Sentiamo di potercela giocare con tutti”.
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