Il presidente della Citizen Academy sulla panchina per l’Eccellenza Lazio: “Enrico Botti allenerà con me. Obiettivo Playout”

D Auria Citizen Academy
Il presidente della Citizen Academy Antonio D Auria ha parlato ai microfoni MYSP. © MySoccerPlayer

La situazione in casa Citizen Academy è critica: reduce dal 7-0 contro la SSA Rieti, il club è attualmente penultimo nel Girone A di Eccellenza Lazio. Il cambio allenatore non ha dato gli effetti sperati: in quattro partite con Carlo Graziano in panchina sono stati raccolti 0 punti. Non è tutto: i risultati negativi hanno spinto il tecnico ad abbandonare la nave ed è mistero su chi prenderà il timone. O meglio, lo era, perché il Presidente Antonio D’Auria, dopo aver confermato le dimissioni di Graziano, ha affermato ai microfoni MYSP di voler prendere in carico la squadra.

Salve Presidente. Cosa è successo con mister Graziano?
“È venuto con tanta fantasia, ma ha visto che da quando è entrato abbiamo perso tutte le partite prendendo 17 gol e sono andati via dei giocatori. La squadra non ha avuto quella reazione che il nuovo allenatore deve dare e allora ha pensato di lasciar perdere. Sicuramente pensa che la società non gli avrebbe potuto mettere a disposizione nuovi arrivi, ma noi stiamo facendo di tutto”.

Sono previsti nuovi arrivi a breve?
“Vogliamo integrare la rosa con giocatori in grado di darci quel qualcosa in più per ottenere la salvezza. Mi rendo conto che sia un rischio venire da noi, sapendo che c’è rischio retrocessione. Stiamo cercando di rimpiazzare coloro che sono andati via, ma o per la classifica o per varie situazioni non stiamo riuscendo a chiudere”.

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Ci sono novità, invece, sul fronte allenatore?
“La soluzione sarà interna. Probabilmente prenderò in carico la squadra, ho patentino ed esperienza, mentre Enrico Botti, che è entrato da poco, allenerà con me”.

Come spiega la situazione? Cosa manca per raggiungere la salvezza?
“Sicuramente a livello mentale c’è un blocco psicologico. Il valore della rosa sembrava superiore rispetto a quella dell’anno scorso, sono entrati in un vortice mentale che non dà tranquillità e personalità nell’entrare in campo per mettere qualità a disposizione della squadra. Da quello che vedo io, la squadra è morta mentalmente. Il cambio di allenatore non ci ha dato la mentalità di una squadra che si deve salvare. Ora siamo in una situazione scomoda. Chiamare un altro allenatore diventa difficile. Se dobbiamo cadere, cadremo con le nostre mani, sempre se i ragazzi sono disponibili a stare fino alla fine. Stiamo cercando di trovare giocatori per cominciare una seconda parte di stagione con l’obiettivo di arrivare almeno ai Playout. Poi se abbiamo la qualità andremo anche oltre, ma ora dobbiamo sperare in questo e basta. Tutto può succedere nel calcio”.