Il presidente del Colleferro racconta a tutto tondo la società rossonera, dalla Prima Squadra impegnata nel campionato di Eccellenza Lazio alla Scuola Calcio, passando per l’Agonismo

Il Colleferro ha chiuso il 2023 con l’ottavo posto nel Girone B di Eccellenza Lazio. Le ambizioni della società rossonera erano probabilmente diverse, ma ci sono state alcune difficoltà che il club è stato chiamato ad affrontare negli ultimi mesi. Il presidente Federico Moffa ha raccontato in una lunga video intervista pubblicata sui canali social del Colleferro, il progetto iniziato circa tre anni fa insieme al patron Coviello.
Di seguito le parole del presidente rossonero.
“Siamo alla chiusura del 2023 e siamo qui per fare un po’ un bilancio di quest’ultimo periodo. Abbiamo iniziato nel 2021 con il patron Giorgio Coviello e abbiamo pensato subito ad un rilancio importante a livello infrastrutturale di tutte e due le nostre sedi. Lo stadio Andrea Caslini e il campo Bruno Di Giulio. In 20 anni non c’era mai stata una ristrutturazione così generale nelle nostre due case. La prima regola importante per noi è quella di avere per i tesserati una casa degna di questo nome. Da lì siamo partiti per rifondare la Prima Squadra e provare in tutti i modi a riportarla in Eccellenza. Dopodichè abbiamo messo le mani sul Settore Giovanile e abbiamo iniziato da subito a convogliare le nostre forze sulla Scuola Calcio. Ricordo che all’inizio gli iscritti erano circa 80-90 bambini, oggi siamo arrivati ad averne 210-215. Siamo diventati Scuola Calcio Élite di terzo livello, con istruttori competenti e qualificati. Poi ci siamo buttati a capofitto sull’Agonismo perché sappiamo benissimo cosa significhi il futuro del Colleferro Calcio e il futuro sostenibile di una Prima Squadra. Abbiamo quindi investito anche lì, riuscendo a conquistare dopo tanti anni un campionato Juniores Élite.
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Sono stati tre anni veramente intensi per cercare di portare fuori dalle macerie una società che, a mio avviso, tre anni fa non era degna di questo nome. Poi siamo arrivati alla Prima Squadra, cercando subito di metterla in condizione di competere con altre grandi realtà, come lo era il Sora nel 2021, come lo era la Lupa Frascati. Il primo anno ci salvammo da un playout e programmammo un secondo anno importante che ci portò a competere fino all’ultima giornata per la qualificazione ad un campionato superiore. Purtroppo non siamo riusciti in questo intento.
Arriviamo a quest’anno. Abbiamo iniziato con un cambiamento importantissimo che è stato quello del logo e che rivendico fortemente. Serviva dopo 20 anni una rigenerazione di un logo che aveva fatto il suo tempo. Quando si parla di proiettare una società verso il futuro, bisogna reinventarsi. Abbiamo anche progettato una squadra che potesse competere per provare a salire di categoria. Il nostro sogno è quello di riportare questa realtà dopo tanti anni in Serie D. Come in tutte le storie si incappa in dei momenti turbolenti. Non pensavamo che dopo l’addio di un allenatore e di un direttore sportivo, la metà dei calciatori chiedesse la risoluzione del contratto per andare altrove. Ci siamo dovuti scontrare con questa realtà. Li abbiamo liberati, perché chi sta qui deve starci con convinzione. Insieme al nuovo direttore sportivo abbiamo ricostruito la squadra.
Speriamo che il 2024 ci porti grandi soddisfazioni. Ce lo auguriamo per tutti i ragazzi, dall’Agonistica alla Prima Squadra. Ringrazio i responsabili di ogni settore, i tesserati, i nostri tifosi e il patron Giorgio Coviello, perché è grazie a lui se il Colleferro oggi è diventata una realtà importante, che viene seguita anche fuori regione.
Ciliegina sulla torta è stato il fatto di chiudere il 2023 diventando Centro Federale Territoriale. Per noi è importantissimo, perché vuol dire che la Federazione ci vede come una società seria che investe sui ragazzi, sulle strutture e questo ci onora. Qui tutti i lunedì avremo dei ragazzi dell’Under 14 fino all’Under 19 che solcheranno questi campi per allenarsi. Quale miglior momento per vedere e conoscere tanti calciatori che potrebbero magari in futuro regalarci qualche soddisfazione“.