Dopo 15 anni Marco Salamone lascia la Nuova Tor Tre Teste: la lettera di saluto del dirigente rossoblù

La Gsd Tor Tre Teste ringrazia Marco Salamone per il lungo ed eccellente operato di questi anni. In bocca al lupo per il futuro, Marco! ❤️💙

Di seguito la lettera di saluto 👇🏼

Quello di oggi è per me un momento particolarmente intenso. Dopo tanti anni, ho deciso di concludere il mio percorso come direttore della Tor Tre Teste.
È una scelta che arriva al termine di una lunga riflessione. Il calcio ha accompagnato ogni fase della mia vita, e questi ultimi quindici anni trascorsi in questa società rappresentano una parte fondamentale del mio cammino, umano e professionale.
La Tor Tre Teste non è stata solo un incarico. È stato un progetto di vita. Un luogo dove ho riversato tutto: tempo, energia, passione, sacrificio. Insieme abbiamo costruito una realtà solida, un punto di riferimento nel panorama del calcio giovanile romano e nazionale. Abbiamo formato atleti, sì, ma prima di tutto persone.
Questo percorso mi ha arricchito profondamente. Ma, come ogni cosa straordinaria, ha avuto anche un prezzo. Ho trascurato affetti, relazioni, legami che avrebbero meritato più attenzione. Ho vissuto per il campo, per gli allenamenti, per ogni scelta strategica. Ed è proprio per questo che oggi sento il bisogno di dare spazio a ciò che ho lasciato indietro: la mia vita privata, la mia famiglia, me stesso.
Non posso però chiudere questo capitolo senza condividere una riflessione più ampia. Il calcio giovanile è cambiato. Oggi lo vedo più stanco, più confuso. La passione autentica rischia di essere soffocata da dinamiche lontane dallo spirito originario di questo sport.
Viviamo un cambio generazionale complesso: ragazzi sempre più impegnati, travolti da mille stimoli; genitori spesso più esigenti, meno disposti a lasciare spazio al valore educativo dello sport; e infine figure ambigue, come i finti procuratori, che alimentano illusioni e pressioni insostenibili su giovani ancora in formazione.
Ma tutto questo non giustifica — e mai potrà giustificare — la superficialità degli addetti ai lavori. Al contrario. In questo contesto, ho sempre sentito il dovere di rispondere con serietà, competenza e visione. È per questo che abbiamo portato alla Tor Tre Teste figure fondamentali: mental coach, match analyst, preparatori specializzati. Abbiamo curato ogni dettaglio per offrire ai ragazzi un ambiente sano, completo, moderno.
Mi auguro che le istituzioni del calcio tornino a difendere con decisione i valori veri di questo sport. Che trovino finalmente unità per affrontare in modo concreto i problemi reali del settore giovanile e per dare ascolto alle società che ogni giorno lavorano sul campo. Serve un modello più moderno, funzionale, capace di crescere nel tempo e di formare figure valide, utili all’intero sistema.
Serve coraggio. Serve coerenza. Serve, senza più scuse, un vero cambio di rotta.
Anche se oggi lascio un ruolo operativo, non smetterò mai di formarmi, crescere, osservare. La mia volontà è quella di continuare a studiare, a confrontarmi, ad approfondire il mondo del calcio giovanile a 360 gradi, perché credo ancora fortemente nel suo valore. Allo stesso tempo, sento dentro di me l’entusiasmo di scoprire cosa mi riserverà il futuro, curioso di capire quali porte potranno aprirsi, anche oltre il dilettantismo, come già avvenuto in passato.
Perché la passione non si esaurisce con un incarico. Si trasforma, evolve, si rigenera. E io sono pronto ad accoglierla in tutte le sue nuove forme.
Chiudo con un ringraziamento sincero alla società, che mi ha sempre supportato e dato fiducia. Un grazie sentito allo staff tecnico, ai collaboratori, ai dirigenti e all’area scouting, che per me ha rappresentato un pilastro fondamentale. Ne sono stato promotore con convinzione, contribuendo alla formazione di osservatori e alla costruzione di un modello sempre più strutturato e stimolante.
Ringrazio le famiglie, che ci hanno affidato ciò che hanno di più prezioso: i loro figli. E naturalmente loro, i ragazzi. Il cuore pulsante di tutto questo percorso.
Un pensiero speciale va a chi mi è stato vicino anche nei momenti più difficili, nei silenzi, nei giorni in cui il peso delle responsabilità sembrava troppo grande.
Il calcio mi ha dato tantissimo. Ma ora è il momento di restituire tempo a me stesso, e a tutto ciò che ho trascurato.
Con gratitudine, con orgoglio e con affetto…
Grazie.
Grazie, Tor Tre Teste.

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