Il responsabile della scuola portieri dell’Academy Casalotti ha parlato durante la festa di inaugurazione della nuova stagione: “Grande soddisfazione coltivare questo ruolo”

Academy Casalotti
Il responsabile della scuola portieri Giovanni Cervone è intervenuto durante la festa di presentazione della nuova stagione. © Academy Casalotti

Sabato 9 settembre è andata in scena la festa di inaugurazione della stagione 2023/2024 che vedrà protagonista l’Academy Casalotti con tutte le sue Categorie. Durante la serata è stato presentato lo staff tecnico e la C1 Calcio a 5. L’ex portiere della Roma Giovanni Cervone e attuale responsabile della scuola portieri del club di via Borgosesia, ha preso la parola, raccontando curiosi aneddoti sui suoi inizi, ma soprattutto spiegando cosa lo ha spinto ad accettare questo nuovo incarico.

Di seguito le parole di Cervone.

“Questa avventura nell’Academy Casalotti è iniziata tramite Alessandro che mi ha invitato a cena e c’erano il presidente e il direttore e abbiamo fatto una chiacchierata. Mi hanno parlato della possibilità di venire a lavorare qua con i bambini. Sono una decina d’anni che io lavoro con i piccolini e la cosa mi piace e mi diverte. Bisogna avere tanta pazienza e bisogna capire le esigenze dei bambini. Mi sono affezionato a questo ruolo. Provo grande soddisfazione a portare avanti questo lavoro. Sono stato colpito dall’Academy Casalotti e dalla passione di questa borgata. Non puoi capire subito se uno è un ottimo portiere. Il nostro compito è quello di non rovinare i ragazzini. Madre Natura a ognuno di loro ha dato delle qualità. C’è chi nasce già con delle doti naturali, l’obiettivo di chi ci lavora è quello di migliorare quelle doti. Se noi andiamo a lavorare con dei ragazzini che non sono portati per fare i portieri, possiamo stare lì anni e anni e magari non si arriva a dama. Ciò non vuol dire che non si debba provare e non si debba dare una possibilità a tutti. Io ho fatto provini con delle squadre importanti e mi hanno sempre scartato. Ho provato col Napoli, col Bologna, col Varese. Mi dicevano alla fine che erano coperti in quel ruolo e mi mandavano via. Poi alla fine ho fatto una carriera abbastanza buona. La prima cosa che dico a tutti i ragazzini è che non devono mai arrendersi, anche quando le cose non vanno bene. C’è sempre il modo per recuperare. Non bisogna abbattersi mai. Il portiere deve avere personalità, senza quella non si va avanti“.

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