Il tecnico dell’Academy Ladispoli sulla situazione in Eccellenza Lazio: “Mettono cuore e anima, speriamo di ridurre il gap”

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Il tecnico dell’Academy Ladispoli Rosolino Puccica ha parlato ai microfoni MYSP. © SSD Academy Ladispoli / MySoccerPlayer

Dopo due sconfitte consecutive e l’andata dei Quarti di Coppa Italia Eccellenza Lazio persa, l’Academy Ladispoli è chiamata a rilanciarsi nella sfida esterna contro l’Astrea. Obiettivo fare punti in chiave salvezza. Finora impegno e cuore ma pochi risultati nel Girone A per il giovane gruppo agli ordini di mister Rosolino Puccica, il quale però si dichiara convinto del percorso di maturazione dei suoi ragazzi, come racconta nell’intervista rilasciata ai microfoni MYSP.

Salve mister. Dopo 13 giornate siete a 6 punti e al penultimo posto. Quali sono le sue sensazioni su questo complicato inizio di stagione?
“Il solito problema del calcio è ragionare sempre sui risultati e non sui programmi. Sarebbe più giusto considerare la scelta del Ladispoli, che dopo varie situazioni ha scelto di fare una squadra giovanissima, praticamente una Juniores. Noi giochiamo con 7 Under, che tra l’altro non hanno un pedigree da giovanili professionistiche. Sono stati presi tutti da Prima Categoria, Promozione e simili. Detto questo, credo sia normale avere questa classifica. Sappiamo che deve succedere qualcosa di straordinario per salvarci e stiamo tentando di farlo, a livello di gioco e prestazioni questa squadra, ovunque è andata, ha sempre fatto vedere un calcio piacevole e propositivo. Molte volte non siamo stati premiati, data l’inesperienza. All’esterno sembra diverso, ma noi siamo contenti di ciò che stiamo facendo. Abbiamo un 2006 che l’anno scorso giocava con gli Allievi Regionali, oggi è richiesto da cinque squadre di Serie A. Questa per noi è una grande soddisfazione”.

Cosa serve per fare punti? Interverrete sul mercato?
“Avevamo l’unico giocatore sotto al 2000, che è Manuel Pagliuca, e in settimana ha deciso di andare via per accettare la proposta di un’altra società. Non siamo riusciti a trattenerlo di fronte a un’offerta superiore. Questo fa capire quanto noi possiamo intervenire sul mercato. Faremo qualcosa, ma inerente al nostro programma. Andremo a prendere Under che magari in altre realtà non trovano spazio. Quanto ai nostri giocatori, solo giocando possono fare esperienze. A volte mi domando come sia possibile che non riusciamo a vincere. Con la Luiss nel primo tempo abbiamo fatto bene, poi per un “infortunio”, un errore, abbiamo preso gol nell’unica azione. Quando fai un progetto del genere devi mettere questo in preventivo. Questi ragazzi mettono il cuore e l’anima, speriamo che con l’allenamento possano ridurre il gap. Io ne sono convinto. Ho fatto tanti anni nel professionismo, sia da allenatore sia da calciatore, ma credo che il più bello sia proprio questo. È normale che giornalisti e addetti ai lavori guardino risultati e classifica, ma se ti compri un’utilitaria non puoi competere con un’auto da corsa, a meno che non ci sia traffico. Speriamo di trovare traffico strada facendo e di farcela”.

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Parlando dell’ultimo impegno, nei Quarti di Coppa Italia avete perso in casa contro il Montespaccato per 3-1. Che partita è stata?
“Loro hanno deciso di puntare anche sulla Coppa Italia. Erano praticamente al completo, mentre noi giocavamo con tre 2006, due 2005, un 2004 e quattro 2003. Se c’era una squadre che nei primi 30 minuti avrebbe dovuto passare in vantaggio siamo noi, poi abbiamo preso il solito gol di inesperienza. A un certo punto ho messo dentro elementi che di solito giocano ed è andata meglio. La squadra è viva. Sappiamo che gli altri hanno i cannoni e che andiamo a combattere con le freccette, ma giocare contro di noi non è facile. Siamo coscienti di ciò che abbiamo deciso di fare. Io che ho anni di Serie C e D alle spalle non avrei accettato un progetto del genere se mi avessero chiesto la salvezza a tutti i costi, sapevo delle grandi difficoltà che si possono trovare con una squadra giovanissima. Ho accettato perché mi è stata data la tranquillità e la possibilità di valorizzare i ragazzi. Con questo non dico che non vogliamo provarci. Ciò che possiamo fare è continuare a lavorare e cercare di limitare errori molto spesso di gioventù e inesperienza”.

Ora per passare bisognerà ribaltarla.
“Ci proveremo. Per fare qualcosa domenica contro l’Astrea ho dovuto far riposare giocatori come Iurato, Colace, Aracri e Buonanno, ragazzi che da due mesi a questa parte stanno giocando mercoledì-domenica-mercoledì-domenica. In Coppa abbiamo fatto una scelta, dando la possibilità di giocare ai 4-5 che non sono normalmente titolari, ma questa settimana ho voluto fare un turnover più grande. Al ritorno se i ragazzi non avranno problemi giocheranno. Devo dire che non mi aspettavo che il Montespaccato sarebbe sceso in campo con praticamente tutti gli effettivi, evidentemente hanno un potenziale numerico e di qualità che consente loro di andare avanti con le due competizioni. Noi sinceramente non ce l’abbiamo, ma ci proveremo. Non c’è una sola volta in cui abbiamo detto che non fa niente se perdiamo, non entra nel nostro vocabolario”.

Nella prossima sfida di campionato affronterete invece fuori casa l’Astrea. Cosa servirà per batterla? Com’è l’umore nello spogliatoio in vista della gara?
“Per quanto riguarda l’umore, noi abbiamo sempre battuto su questo concetto: i ragazzi devono essere orgogliosi di quello che stanno facendo. Venendo dalla Prima Categoria o dalla Promozione, devono essere contenti del salto. Chi sta dentro al nostro progetto deve essere cosciente che si passa attraverso le sconfitte. Abbiamo un attimo di delusione perché domenica non meritavamo di perdere, ma passa. Parlando dell’Astrea, ha trovato maggiore equilibrio rispetto all’anno scorso. Hanno tanti giocatori esperti e l’attaccante più forte del Girone, Castro, che avrei voluto portare con me alla Favl. Stanno facendo un buon campionato, credo quello che avrebbero voluto fare. La squadra è grintosa e difficile da battere. Il nostro gioco ormai è quello: cerchiamo sempre di fare la partita, di avere in mano il pallino del gioco. I nostri problemi purtroppo sorgono quando non lo comandiamo, lì si vede la nostra fragilità difensiva. Il nostro intento è mantenere il più possibile il comando. Ultimamente stiamo segnando tanto, abbiamo trovato una certa fluidità nel trovare la porta, ma concediamo troppo. Se vogliamo crescere e sperare di far meglio dobbiamo diventare più cattivi, cinici, concentrati nelle situazioni in cui la palla ce l’hanno gli avversari”.