Il direttore sportivo della Nuova Tor Tre Teste: “Questa è la mia seconda casa. Vorrei che anche le altre realtà lavorassero così”

Nuova Tor Tre Teste
Il Direttore Sportivo Marco Salamone ha parlato ai microfoni MYSP. © GSD Nuova Tor Tre Teste

La Nuova Tor Tre Teste ha matematicamente raggiunto i Playoff con tutte le sue categorie Élite. Un traguardo importante per la società di via Candiani, figlio di una programmazione strategica e di un lavoro strutturale volto ad avvicinarsi più possibile al professionismo, come raccontato dal Direttore Sportivo Marco Salamone nell’intervista rilasciata ai nostri microfoni.

Salve Direttore. State vivendo una stagione meravigliosa, avete raggiunto l’en plein alle Fasi Finali Élite. Cosa ci può raccontare del lavoro che c’è dietro alla costruzione di un progetto di successo?
“Il centro del progetto sono i ragazzi. Da qualche anno abbiamo aumentato il numero di allenamenti settimanali a quattro, così da aiutarli a raggiungere buoni livelli di ritmo, potendo anche migliorare le lacune attraverso lavori specifici da realtà professionistica. Lo scopo finale è valorizzare il nostro parco giocatori e venderli a realtà professionistiche. Nella scorsa stagione è stato detto che abbiamo fallito, avendo perso le tre finali giocate. Abbiamo vinto campionati e a fine anno calcistico sono partiti 27 calciatori. Il nostro scopo lo abbiamo raggiunto. Le finali sono fatte di vari aspetti, noi peraltro le abbiamo perse ai rigori. Quest’anno abbiamo aggiustato il tiro, costruendo rose di qualità. A dicembre sono stati venduti 9 giocatori e altrettanti sono stati bloccati per fine stagione da realtà professionistiche. Siamo in linea con i nostri obiettivi, anche sportivi: siamo ai Playoff con tutte le categorie, quattro su cinque sono prime e l’Under 14 è seconda a -1 da una realtà come il Frosinone, battuta all’andata e al ritorno. Stiamo lavorando bene. Ci tengo a ringraziare Area Scouting e Area Tecnica, che fanno un lavoro eccelso ogni anno”.

Gli Under vivono un periodo della loro vita di grande cambiamento, l’adolescenza. Come li aiutate nella gestione della pressione di dover giocare per raggiungere gli obiettivi prefissati da una società blasonata come la vostra?
“La nostra bravura è quella di saper aspettare l’evoluzione del ragazzo e i suoi up and down. Parliamo sempre di adolescenti e oltre al calcio hanno i cambiamenti di umore, i problemi a scuola e tanto altro. Bisogna stare loro vicino. Lavoriamo tanto a livello tecnico e tattico, ma anche psicologico, un aspetto che spesso si trascura ma è determinante. Abbiamo inserito uno psicologo dello sport che fa un lavoro eccelso accompagnando i ragazzi nella loro crescita. Cerchiamo di farli esprimere al meglio: c’è un ambiente supercompetitivo, come testimoniato dalle recenti classifiche che ci vedono al primo posto in Italia per numero di giocatori acquistati dalle professionistiche, ma alla base c’è il senso di appartenenza, la famigliarità che cerchiamo di trasmettere, anche attraverso molte attività extracalcistiche”.

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Cosa significa per lei essere il direttore sportivo della Nuova Tor Tre Teste?
“È la mia seconda casa. Ormai sono 13 anni che sono qui, faccio parte del mobilio (ride, N.d.R.). Nuova Tor Tre Teste vuol dire società leader, vuol dire lavorare in un certo modo, puntare alla programmazione e alla formazione dei ragazzi. Mi piacerebbe fosse così anche per le altre società dilettantistiche, lavoriamo a un obiettivo che deve essere comune. Oggi si punta al risultato immediato. In questi anni la società mi ha dato tanto e io ho dato tanto. Sono stato a cavallo dei cambiamenti, ho visto Direttori longevi come Paolo Cioeta e Mauro Pellegrini, sono cresciuto con loro, rubando con gli occhi. Ho iniziato come Osservatore per l’Agonistica, poi come Responsabile Scouting per l’Attività di Base, poi per l’Agonistica e infine Direttore Sportivo. Conosco ogni sassolino della Nuova Tor Tre Teste e ho vissuto tante evoluzioni, soprattutto l’ultima, con il passaggio di proprietà. Siamo legati alla famiglia Di Bisceglia, lo ero ad Antonio così come ad Alessio. Il cambio è stato spaventoso all’inizio, ma la proprietà è ambiziosa, ha voglia di crescere, ci ha dato fiducia e con il Presidente mi trovo molto bene”.

Avete scelto la tecnologia MYSP per la ripresa di partite e allenamenti. Vi sta aiutando nel lavoro settimanale?
“L’installazione della telecamera MYSP è stata fondamentale, ci ha consentito di lavorare 7 giorni su 7 rivedendo allenamenti e partite in casa. Per noi è utile far notare ai ragazzi cosa è stato fatto bene e cosa no. Poi si sa: la memoria visiva è più d’impatto. Noi facciamo generalmente 2-3 giorni a settimana di match analysis, portiamo i giocatori a far vedere quanto svolto nella partita precedente e si crea una discussione al riguardo. Poi nell’ultimo giorno utile della settimana ci sono rifinitura e sala video. È un supporto notevole, viene utilizzato nel professionismo e noi ne facciamo un ottimo uso. Siamo contenti di sfruttarlo”.