Il portiere classe 1987 dell’Anzio Calcio si è espresso ai microfoni societari: “Felice del carattere e della determinazione che ha mostrato il gruppo”

Di seguito l’intervista al portiere dell’Anzio Calcio Giuseppe Stancampiano a cura di Marcello Bartoli, pubblicata sui profili social del club.

Botta e risposta con…
Torna la nostra consueta rubrica settimanale, che analizza il momento vissuto dall’Anzio attraverso le voci dei protagonisti. Oggi è il turno di Giuseppe Stancampiano, navigato portiere classe’87 che ha deciso di mettersi di nuovo alla prova con la maglia dell’Anzio, dopo aver accarezzato l’idea di appendere gli scarpini al chiodo.
-Giuseppe cosa ti ha convinto la scorsa estate a sposare il progetto del club anziate?
“Ero in un momento particolare, non ti nego che ho anche pensato di smettere definitivamente con il calcio giocato, poi ho avuto un contatto con un vecchio amico, l’attuale preparatore dei portieri Tony Gatta e il direttore sportivo Walter Pelle, mio compagno di squadra in passato. Sono stati abili ad illustrarmi il progetto della società, che ho trovato molto interessante e che in effetti sto riscontrando in modo positivo giorno dopo giorno”.
-Sei soddisfatto delle prime due giornate di campionato? Sei d’accordo sul fatto che partite come quelle contro l’Albalonga sono le più insidiose per un portiere? Ci sono pochissime occasioni in cui sei stato impegnato, quindi la concentrazione deve essere sempre al top.
“Sicuramente è stato un avvio positivo, contro la Palmese forse abbiamo peccato di presunzione nel finale di gara, ma giocavamo su un campo molto ostico. Contro l’Albalonga ci siamo trovati di fronte un team costruito per dare l’assalto alle prime posizioni del campionato, in campo però non si è mai vista differenza nei valori tecnici. Sono molto felice del carattere e della determinazione che ha già mostrato il gruppo, nonostante il poco tempo che abbiamo avuto a disposizione per conoscerci e non dimenticando che ci sono stati numerosi nuovi innesti. Sulle difficoltà del portiere hai fotografato con esattezza la situazione: gli avversari hanno avuto solo un paio di occasioni pericolose, per fortuna mi sono fatto trovare pronto mantenendo i nervi saldi”.
-Nella stagione 2021-22 hai vissuto senza ombra di dubbio la pagina più nera della tua carriera, vivendo da vicino il fallimento del Catania. Cosa hai provato in quei mesi così delicati?
“Difficile descrivere l’amarezza vissuta, non c’è cosa peggiore per un calciatore vedere vanificati i propri sogni da agenti esterni al campo di calcio. Ero in una piazza storica con una squadra lanciata verso la serie B e che aveva vinto un derby da incorniciare contro il Palermo. Mi sono ritrovato improvvisamente svincolato, peraltro a 35 anni, e per la prima volta ho pensato di chiudere con il calcio, ma per fortuna sono arrivate nuove occasioni”.

Marcello Bartoli

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