Il tecnico dell’Urbetevere Under 16 si racconta ai microfoni societari: “Ora siamo secondi, ma conta molto di più la seconda parte di stagione”

Mister Marco Iacovolta, allenatore dell’Urbetevere Under 16 racconta ai microfoni societari il passato, il presente e il futuro della sua carriera e della sua esperienza con i gialloblù, che l’ha portato alla vittoria di un campionato alla sua prima stagione con il club di via della Pisana.
Di seguito le parole del mister.
“Sono all’Urbetevere da due anni, due anni belli. La scorsa è stata una stagione importantissima perché cambiare dopo 10 anni, prima di iniziare un nuovo percorso, non è facile. Per come si è chiusa la stagione scorsa è stato qualcosa di bellissimo. Porto con me sicuramente il ricordo del Savio, porto con me dieci anni, un percorso che mi ha visto entrare quando ero bambino e ne sono uscito come un uomo dopo aver fatto tantissime esperienze. Entrare all’Urbetevere mi dà uno stimolo nuovo. Ho accettato grazie a Edoardo Pane, il direttore sportivo, una persona che stimavo e a Valerio Cicchetti. Sono contento perché entrare al primo anno in una società e vincere subito un titolo è qualcosa di indescrivibile per alcuni aspetti. Anche perché se pensi ad un percorso di 10 anni in cui non sei riuscito a raggiungere quello che era il tuo obiettivo finale e pensi che qui in un anno ci sei riuscito, è qualcosa che ti trasmette qualcosa di bello e ti lascia il sorriso.
Quest’anno ho proseguito con il gruppo 2008, è un gruppo che ha dato un supporto importantissimo al gruppo 2007. Anche in finale tantissimi ragazzi erano in panchina con noi. Sarà difficile ripetersi, ma è un gruppo bello che durante la settimana ti trasmette la voglia di allenare, la passione per questo sport. I ragazzi stanno lavorando bene. Siamo oggi secondi, ma esserlo oggi conta relativamente. È più importante la seconda parte di stagione. Percepisco da ogni allenamento le ambizioni del gruppo 2008 e i ragazzi sanno che se continueranno a lavorare così potranno togliersi diverse soddisfazioni.
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L’anno scorso è stato un campionato difficile, una stagione affascinante. Nonostante i tanti problemi e infortuni i ragazzi hanno dimostrato uno spirito di abnegazione esemplare. Lavorare sempre a 300 all’ora ci ha portato più soddisfazione del risultato finale. La cosa che mi ha colpito di più della stagione scorsa è stata partire con una squadra nuova e vedere giorno dopo giorno un cambiamento importante. Sono ragazzi che porto nel cuore. Vincere un titolo è sempre qualcosa che ti resta, il coronamento di un percorso.
Non voglio pressare i ragazzi di quest’anno col fatto che l’anno scorso abbiamo vinto e quindi dobbiamo farlo anche quest’anno. I 2008 hanno la possibilità di farcela anche più facilmente del gruppo dello scorso anno. Possono allenarsi sempre in 20. Cercheremo in ogni modo di farcela.
L’ambiente Urbetevere è diverso rispetto agli ambienti che ho frequentato prima. Un insieme di persone che punta a stare insieme, a condividere e a lavorare con tanta passione. Questo mi ha spinto a crescere e a cercare anche nuove ambizioni in me. Quando lavori dentro al campo e sai di avere al tuo fianco allenatori di spessore come Matteo Delle Fratte, Marco Mei, Michele Lo Surdo. Ho visto persone che sanno lavorare, ho visto persone che sanno trasmettere la loro umanità e questa è la parte più bella.
Matteo Delle Fratte e Marco Mei sono in primis amici e mi danno preziosi consigli che accetto nel modo migliore. Si tratta di qualcosa che prima mi mancava. Avere un confronto costante con i responsabili, con i direttori è un valore, una forza in più”.