La dirigente del Campus Eur Under 14 ai microfoni societari: “È bellissimo vedere le partite dalla panchina”

Campus Eur Under 14
La dirigente Floriana D’Elia. © Campus Eur 1960

Floriana D’Elia, dirigente del Campus Eur Under 14, ha toccato vari argomenti nell’intervista rilasciata ai microfoni del club.

Di seguito le parole di Floriana D’Elia.

“Ciao Floriana, come nasce la tua carica di dirigente dell’Under 14?
Ciao, all’inizio, quando se ne è parlato per la prima volta con il Direttore, pensavo più ad uno scherzo.
Poi, quando ho realizzato che invece era tutto vero, anche se un po’ intimorita, ho deciso di misurarmi con questa esperienza, anche per essere utile alla nostra comunità calcistica. Penso che sia importante impegnarsi per il bene della propria comunità e penso che lo sia anche per i nostri ragazzi: quando si è in una comunità ci si deve spendere per gli altri, proprio come accade in una squadra.

Che rapporto hai instaurato con i ragazzi?
Bellissimo, è incredibile, è una grande scoperta conoscerli con le loro spavalderie, con le loro fragilità e poter verificare quotidianamente il loro grande senso di responsabilità nei confronti della squadra e verso loro stessi. È una splendida avventura che da un punto di vista umano mi arricchisce tantissimo. Non è sempre facile, forse a volte non mi prendono troppo sul serio, però alla fine mi ascoltano. Non mancano gli sfottò affettuosi. Io mi diverto tantissimo.

È più grande il divertimento o lo sforzo di stare col gruppo squadra?
In tutta sincerità non credevo che questo incarico fosse così impegnativo, tante ore da dedicare alla squadra e tante cose nuove da imparare, obblighi da rispettare: se non presenti le liste la squadra non gioca, se non hai i cartellini la squadra non gioca. Insomma, tanti obblighi, ma al tempo stesso tante, tante risate con i ragazzi e con tutti coloro che ruotano intorno alla squadra.

Come ti relazioni con uno staff ed una squadra completamente maschile? Quali dinamiche necessitano di attenzioni particolari?
Non è facilissimo, perché le dinamiche troppo spesso sono ispirate da una visione inevitabilmente univoca, la loro, quella maschile, ma credo che portare “le nostre quote rose”, come ripetono spesso le altre mamme della squadra, faccia bene ai ragazzi e a tutto lo staff in generale. Devo però riconoscere che la nostra società è molto attenta, intanto nell’avermi chiesto di assumere questo incarico, e poi in altri gesti più o meno grandi; in occasione nella giornata contro la violenza sulle donne, ad esempio, la società ha accolto subito la nostra proposta di promuovere una nostra iniziativa per celebrare la giornata stessa, anche molto prima delle indicazioni della FIGC.

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Come vivi le partite dalla panchina?
È bellissimo vedere le partite dalla panchina, un punto di vista totalmente diverso per me, seguo sempre la mia squadra del cuore, sono molto tifosa. Però ho sempre visto le partite dagli spalti, sia come tifosa sia come madre. Dalla panchina vivi direttamente la tensione dei ragazzi, la loro delusione quando non entrano in campo, la loro gioia esplosiva e contagiosa per un gol fatto e per una vittoria e l’amarezza per una sconfitta. È esaltante vivere da vicino le reazioni e le indicazioni del mister. Poi con i ragazzi ci facciamo anche tante risate. Una delle cose per me più difficili resta quella di dover entrare in campo per aiutarli quando si fanno male, non so se mi ci abituerò. Oppure i momenti di tensione con gli avversari, alcune forme di maleducazione le trovo inaccettabili.

Cosa vorresti cambiare del mondo del calcio dilettantistico?
La competizione non sana e la folle corsa alla “performance” fine a sé stessa per ragazzi ancora troppo piccoli e che vivono una fase della crescita non facile. Non tutti sono pronti a sostenere inutili tensioni, forse alcune regole dovrebbero tutelare di più il ragazzo e non solo l’atleta.

Ultima domanda, chi butteresti giù dalla torre tra Mister, Direttore e Vicepresidente? E perché?
Beh, non ho dubbi, mi offrirei io sulla torre: butterei me, gli altri sono tutti indispensabili per la mia squadra, io no!

Grazie Floriana.
Forza Campus Eur“.