Categoria: Editoriali

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Calcio femminile, tra numeri e professionismo

Il calcio femminile in Italia è attualmente ancora in fase embrionale. Certo, ci sono sempre stati i primi accenni di professionismo, o meglio, le grandi squadre stanno lavorando in modo concreto per far sì che questo movimento si sviluppi in modo tale da raggiungere la controparte maschile. Tuttavia, finalmente, si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel, dato che la professionalità delle atlete sarà finalmente riconosciuta a partire dalla prossima stagione.

L’arrivo della Juventus Femminile ai quarti di Champions di quest’anno e la partecipazione della Nazionale ai mondiali del 2019 hanno senza dubbio contribuito ad una crescita importante nel nostro paese della considerazione del settore da parte di interessati e addetti ai lavori. La stessa compagine bianconera, Campione d’Italia nella scorsa stagione e attualmente prima in classifica in Serie A, è diventata un vero e proprio modello da seguire.

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Classico e numeri

Prima di andare oltre, è giusto portare un piccolo esempio che ormai è sotto gli occhi di tutti: come gli appassionati sapranno alla perfezione, la partita tra Barcellona e Real Madrid è una delle più seguite e attese della stagione. Infatti, oltre ad uno scontro tra due delle squadre più blasonate, rappresentano anche delle filosofie diametralmente opposte.

Le formazioni allo stato attuale sono costruite in modo completamente diverso: se da una parte il Real è una squadra in edificazione con una rosa molto giovane, il Barcellona ormai da anni si afferma a livelli altissimi, permettendosi di schierare alcune delle giocatrici più forti al mondo. Tra tutte c’è da segnalare il capitano Alexia Putellas, che si è perfino aggiudicata anche l’ultima edizione del Pallone D’Oro. Tornando a Barcellona – Real Madrid, cos’è che davvero ha colpito il calcio mondiale quella sera?

A dare un contributo fondamentale ci hanno pensato naturalmente i tifosi, facendo registrare numeri altissimi di presenze e riempiendo ogni spiraglio del Camp Nou. Le calciatrici normalmente non giocano nel tempio sacro blaugrana. Tuttavia, dati il folto pubblico e i problemi finanziari del club, è stato deciso di aprire lo stadio anche al Femenì.

Si è capito fin dal momento dell’uscita dei biglietti che da lì a poco sarebbe successo qualcosa di particolare: un afflusso da record. Infatti, sebbene in altri paesi come gli Stati Uniti siano abituati a questo genere di numeri, dato che la WMLS (Women’s Major League of Soccer) è sempre stata molto seguita, quanto successo la notte del 30 marzo in Europa costituisce un evento senza precedenti. È stato infatti battuto il primato ufficiale di affluenza che apparteneva agli Stati Uniti, registratosi durante la finale di Coppa del Mondo contro la Cina (90.185 spettatori): il ”Clasico” ha registrato la bellezza di 91.553 posti occupati.

Numeri incredibili, se aggiungiamo che l’affluenza base del team femminile del Barcellona, che ricordiamo essere uno dei migliori al mondo, è in media inferiore a 3000 persone.

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I settori giovanili in Italia

Tra il 2009 e il 2019 il numero di tesserate è aumentato del 66,5%, passando da 18.854 a 31.390. Ad aggiungere valore a questi dati ne possiamo accostare anche altri riguardanti nello specifico le squadre dei soli club professionistici, visto e considerato che da 0 team nella stagione 2014-2015 siamo passati a quota 2907 nel 2018-2019, e questi numeri sono in continuo aumento. Ma non solo: anche l’interesse a livello mediatico sta salendo vertiginosamente, tanto che l’organizzazione della Serie A femminile dalla stagione 2018/2019 è passata in mano della FIGC. Sono inoltre nate le sezioni femminili di squadre importanti come squadre della Roma, Inter e Milan, facendo di conseguenza crescere anche il coinvolgimento generale. Se analizziamo i dati di oggi, rispetto a quelli registrati dal 2016 al 2019, l’attenzione è salita del ben 30%, portando vantaggi importanti soprattutto nei già citati settori giovanili.

Sempre analizzando dati provenienti dal nostro paese, è emblematico il menzionato Mondiale del 2019, competizione in cui la selezione azzurra è stata eliminata ai quarti contro l’Olanda. Il risultato è storico, in quanto avvenuto in modo totalmente inaspettato, dato che il gruppo di Milena Bertolini si è trovato a dover affrontare squadre di gran lunga più preparate e competitive. Le ragazze hanno registrato una media impressionante di 4,88 milioni di spettatori a partita, con la prima sfida contro il Brasile che è arrivata addirittura a quota 7,32. Nel complesso la rassegna mondiale è stata vista da 24,4 milioni di telespettatori.

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E gli arbitri?

Anche l’aspetto degli arbitri è da analizzare, visto e considerato che attualmente stiamo vedendo sempre più donne all’interno del calcio maschile. Facendo un piccolo passo indietro prendiamo come riferimento la data del 2 dicembre 2020, giorno in cui è andata in scena Juventus-Dinamo Kiev. Questa gara rappresenta un passaggio storico per l’arbitraggio, dato che è stata la prima volta che una donna, Stéphanie Frappart, ha arbitrato una partita di Champions League.

Frappart non è stata la prima ad arrivare a questi livelli, ma per trovare analogie dobbiamo tornare di parecchi anni indietro, per l’esattezza nel 2003, quando un turno preliminare di UEFA fu arbitrato dalla svizzera Nicole Petignat. Successivamente, nel 2017, la tedesca Bibiana Steinhaus è arrivata in Bundesliga.

Per quanto concerne il nostro paese invece, ancora non siamo arrivati a questi risultati, ma dei piccoli passi si sono effettivamente visti. In questa stagione Maria Sole Ferrieri Caputi, classe 1990, è diventata la prima donna ad aver arbitrato una squadra di Serie A. La partita in questione è Cagliari-Cittadella dei sedicesimi di Coppa Italia, terminata con il risultato di 3-1. Si stanno cominciando a vedere dei cambiamenti anche per quanto concerne i dilettanti, con sempre più match che vedono protagoniste direttrici di gara o guardalinee.

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Dati di dicembre 2021

Gli ultimi dati a nostra disposizione si riferiscono al Bilancio Integrato del 2020, presentato in Campidoglio dalla Federazione Italiana Gioco Calcio e sviluppato tramite la consulenza di PwC (PricewaterhouseCoopers). Questi attualmente sono molto incoraggianti: l’audience televisiva della Serie A femminile nel 2018-2019 è aumentata del 25,4%, e attualmente la FIGC crede fortemente in un’ulteriore crescita futura, soprattutto dopo l’accesso al professionismo, che avverrà a partire dalla stagione 2022-2023.

A livello di social, che come è noto sono un po’ il fulcro delle nuove generazioni, la crescita è sempre costante. Viene registrata una media di 100mila seguiti sui vari canali principali, tra società, Nazionale e calciatrici di una certa caratura. Gli sponsor inoltre sono in continuo aumento, così come gli enti televisivi e le piattaforme streaming che danno continuità alle partite, avvicinando sempre più pubblico.

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Introiti personali

Ovviamente, se si parla di calcio femminile nella sua totalità, è anche giusto che vengano evidenziati gli aspetti economici. Lo status di professioniste garantirà alle atlete di essere maggiormente tutelate, sia dal punto di vista economico che sanitario. Attualmente il movimento femminile evidenzia una differenza economica sostanziale con il maschile. La FIFA non sta lavorando a questo: una calciatrice che vince un Mondiale guadagna 75 mila dollari, mentre il suo omologo maschile almeno più del doppio.

La nazionale femminile USA, vincitrice del Mondiale di Francia 2019, si è portata a casa un premio pari a 10 milioni, mentre la Germania maschile, che ha trionfato in Brasile nel 2014, ben 348 milioni. Anche a livello di club c’è una disuguaglianza importante, visto che un squadra che vince la Champions femminile incassa 1 milione, mentre se si va in campo maschile si arriva a 35.

Con l’entrata al professionismo si cominceranno a regolamentare alcuni aspetti contrattuali molto importanti, nessuna società vedrà partire a parametro zero le proprie atlete così facilmente. Per chi non lo sapesse, infatti, i prestiti, i trasferimenti e gli ingaggi delle atlete sono state regolamentati dall’art. 94 delle Norme Organizzative Interne della FIGC (NOIF), come da sempre accade nelle categorie dilettantistiche.

La FIGC ha previsto inoltre quattro modelli di contratto tipo:

  • Addendum per calciatrici (accordo al lordo)
  • Addendum per calciatrici (accordo al netto)
  • Addendum per allenatrici ed allenatori (accordo al lordo)
  • Addendum per allenatrici ed allenatori (accordo al netto)

Per vedere come si evolveranno i lati economici di questo business e se verranno apportate modifiche ai regolamenti degli ingaggi bisognerà aspettare qualche tempo, ma per gli addetti ai lavori la data del 1 luglio 2022 sarà uno spartiacque davvero importante. Per ora ci godiamo l’entrata nel professionismo del calcio femminile, un traguardo di cui andare orgogliosi.