Il difensore della Lodigiani sulla prossima gara di Eccellenza Lazio: “Siamo stati bravi a rendere queste partite importanti”

Dopo la partita con il Colleferro, per la Lodigiani c’è alle porte un nuovo scontro diretto. L’avversario dei biancorossi nella dodicesima giornata del Girone B di Eccellenza Lazio, targata MYSP, sarà il Certosa. Le due squadre sono divise in classifica da due punti, con gli uomini di mister Pace quinti e i neroverdi immediatamente dietro. Proprio del prossimo match di campionato e della stagione fin qui disputata dalla Lodigiani ha parlato Edoardo Scardola ai microfoni MYSP. Tra le considerazioni del difensore c’è anche il motivo che l’ha spinto ad accettare i biancorossi, dopo aver giocato lo scorso campionato nelle file del Nettuno.
Ciao Edoardo, dopo la sconfitta con il Colleferro come arrivate alla prossima partita di campionato? Quanto è importante per voi un nuovo scontro diretto con il Certosa, un’altra pretendente al titolo?
“Siamo stati bravi a rendere le partite con il Colleferro o con il Certosa scontri importanti per il percorso fatto finora. Ovviamente all’inizio, essendo una neopromossa, nessuno avrebbe scommesso che potessimo arrivare a queste partite e giocarcele quasi a pari punti. Arriviamo alla gara sempre nello stesso modo, come le abbiamo sempre preparate, e questo vale sia per le squadre che sulla carta sono forti e attrezzate per vincere il campionato, o comunque per giocarselo, sia per quelle costruite per fare una buona stagione o per salvarsi. Comunque possiamo ritenerci soddisfatti, perché la squadra ha cercato sempre di fare la sua partita. Poi gli episodi nel calcio fanno la differenza. In determinate situazioni non ci sono girati a favore e abbiamo perso. Sappiamo che domenica affronteremo una squadra importante, con una rosa lunga che le permette di fare delle rotazioni, cosa che noi purtroppo ultimamente non abbiamo potuto fare. Ci sono mancati quei 3-4 pezzi a partita ed essendo una squadra giovane fanno la differenza. Quindi arriviamo un po’ acciaccati, con un po’ di defezioni, vedi anche l’espulsione di Picci con il Colleferro e la situazione di De Vecchis, che sta rientrando adesso da un infortunio e penso sarà della gara, ma non credo dall’inizio. Comunque ci arriviamo carichi e vogliosi di fare una partita importante, con personalità, e poi il campo ci dirà se siamo stati bravi a portare via la vittoria o meno”.
Come giudichi finora la stagione?
“Come ho già detto, siamo una neopromossa, e l’obiettivo fin dall’inizio per la società era quello di fare un buon campionato, di creare un’ossatura importante in modo da ritrovarla poi negli anni successivi per provare a fare qualcosina in più. È ovvio che le partite iniziali ci hanno dato consapevolezza maggiore, perché abbiamo collezionato un pareggio e cinque vittorie consecutive, ed è normale che poi la prospettiva possa cambiare una volta che ti ritrovi lì. Per noi, però, deve essere sempre la stessa. Noi dentro lo spogliatoio lo sappiamo, non ci siamo fatti ingolosire dall’aver fatto bene fino a questo punto della stagione. Sappiamo che dobbiamo alzare tutti l’asticella, sappiamo di dover fare più punti possibili da qui alla fine, e che ogni partita per noi è veramente fondamentale in questo campionato, che è veramente complicato. Fare punti è davvero importante”.
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Quindi, nonostante i risultati e le prestazioni, per voi l’obiettivo non è subito il salto di categoria?
“No, una squadra giovane come la nostra, a differenza delle tante nel nostro Girone che sono partite per vincere, fin dall’inizio si deve creare un obiettivo. Quindi, se noi riusciamo a mantenere un livello importante e a ritrovarci ad un certo punto del campionato in una determinata posizione, è normale che poi abbiamo l’obbligo di provarci. Ma la società non ci ha dato nessun input in questo senso. Sappiamo benissimo che noi abbiamo costruito una stagione fin dall’inizio dicendoci che gli obiettivi avremmo dovuto crearceli da soli, partita dopo partita e settimana dopo settimana”.
L’anno scorso eri a Nettuno, in estate hai accettato la Lodigiani. Ti chiedo i motivi di questa scelta.
“Sono sincero, fortunatamente sono tanti anni che gioco e sono stato in piazze importanti. L’anno scorso ho accettato una proposta importante dal punto di vista lavorativo, anche grazie a mister Panicci, con il quale ho un bel rapporto che si è maturato con il passare del tempo. Poi, quando è andato via, è crollato quello che era stato costruito. Senza entrare nello specifico, purtroppo nel calcio ci sono presidenti e presidenti. Ci sono quelli che vogliono fare calcio e quelli che vogliono essere presidenti di una squadra di calcio. Siamo stati abbandonati un po’ a noi stessi, ma alla fine l’obiettivo è stato portato a casa. La mia scelta, per quanto riguarda questa stagione, è stata quella di trovare una realtà solida, ambiziosa, con una struttura importante, con persone serie. L’impressione che ho avuto quest’estate, anche con la volontà di provare ad avere un rapporto professionale anche più lungo di un semplice anno, mi ha portato poi ad accettare la Lodigiani. Con mister Pace c’erano già stati dei contatti in passato in squadre in cui ha allenato, ma poi alla fine non si è mai concluso nulla. Quest’anno abbiamo avuto la possibilità di lavorare insieme e la società è stata veramente encomiabile. C’erano tutti i presupposti per iniziare questo percorso insieme e spero che sia il più roseo possibile, sia da una parte sia dall’altra”.